David Sylvian & Holger Czukay
David Sylvian & Holger Czukay
di Christian Zingales

Making
Percorrendo i dettagli discografici di David Sylvian e Holger Czukay su queste pagine (BU#13 e #234), più di un riserbo filologico, un vero e proprio pudore anzi, nel riferire dei due album fatti in duo. “Plight & Premonition” e “Flux + Mutability” sono due creature a sé, fuori da ogni riconducibilità anche autorale, pur essendo pregni degli umori e delle inclinazioni di chi si è trovato a generarli. Usciti il primo nell’88 e il secondo nell’89 su Venture, sublabel arty della Virgin, vengono ora accorpati in un’edizione doppia e rimasterizzata dalla tedesca Grönland dopo essere stati fuori catalogo per anni. È l’inverno dell’86 quando Holger chiede a David (dopo aver contribuito un paio di anni prima all’ossatura sonora del primo disco solo dell’ex Japan, “Brilliant Trees”) un contributo vocale per Music In The Air, il sublime pezzo ambient che chiuderà il suo album dell’87 “Rome Remains Rome” a cui sta lavorando in quel periodo. David accetta e parte per Colonia. “Era una sera invernale tedesca che mi ha accolto e sono finito in una piccola pensione vicina ai Can Studios” ricorda David in una nota divulgata con questa ristampa, spiegando di aver trovato, a dispetto del contesto deprimente, un Holger “in high spirits”, e vedremo cosa significa. Cenano al ristorante preferito dal tedesco dove lui mangia della carne mentre David si concentra sul pane, “l’unica opzione vegetariana disponibile”. Entrambi bevono vino e iniziano a prendere le misure per la session del giorno dopo. Prima di andare a dormire però passano dallo studio. “Era la prima volta che ci entravo” continua Sylvian, definendo il mitologico ex cinema dove sono nati i capolavori dei Can e di Czukay “sgangherato ma bellissimo, le mura tappezzate completamente da materassi”, nessuno spazio tra studio e control room e anzi “le parole studio e control room vedendolo mi apparvero inappropriate”. […]

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