Jean-Patrick Manchette pt.2
Jean-Patrick Manchette pt.2
di Roberto Curti

«Il Bene e il Male, che un tempo strutturavano il mondo, sono gradualmente scomparsi, perché il mondo stesso è sprofondato in un’allegra confusione.» (JPM, 1981)

1.
La prosa di Manchette ha un ritmo cinematografico, fatta com’è di periodi incalzanti come tagli di inquadratura, personaggi descritti mirabilmente con un solo aggettivo (indimenticabile «l’infame Boubonne» di Nada), e scambi di battute secche come fucilate. E c’è tanto cinema, visto, discusso, sognato, in quelle pagine. Che perdipiù pullulano di cinefili, per passione o per posa. In Piccolo blues l’ex attivista Lietard si sdilinquisce su Mano pericolosa e La strega rossa («Totalmente folle. Io piango alla fine») mentre in Il caso N’Gustro, il fascistello Henri Butron e l’intellettuale di sinistra Anne vanno a vedere Hiroshima mon amour (lui: «Ricordo che speravo ci fosse del sesso e della violenza, con un titolo del genere) e Il processo (sempre Butron: «È la storia di un incapace. È un film contro i mediocri, ma è fatto male»). Ma allo stesso immaginario cinematografico si abbeverano i carnefici: «Gli piacerebbe, è vero, essere una specie di Humphrey Bogart reale. E negro», medita uno dei sicari centrafricani di Il caso N’Gustro. Vengono in mente, con quattro decenni d’anticipo, i torturatori indonesiani che si atteggiano a gangster hollywoodiani di The Act of Killing.
Il cinema americano, con la sua spettacolarità fondata sui cliché, funge spesso da contrappunto ironico; in Pazza da uccidere il racconto della rivalità tra gli architetti Hartog e Fuentés è paragonato da quest’ultimo a La fonte meravigliosa di King Vidor; il povero Gerfaut, in fuga disperata tra i boschi e campi alpestri di Piccolo blues, non trova di meglio che paragonare la propria disavventura a quella di Richard Harris nel cult Uomo bianco va’ col tuo dio; ma al lettore viene in mente, nell’episodio dell’incontro col barbone sul treno merci, L’imperatore del Nord di Aldrich, e non è certo un caso. […]

…segue per 6 pagine nel numero 234 di Blow Up, in edicola a novembre 2017 al costo di 6 euro

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