The Beatles: Sgt. Pepper's 50
The Beatles: Sgt. Pepper's 50
di Massimiano Bucchi e Luca Majer

“It was fifty years ago today…”
Così rispondendo in modo innovativo a tre domande, Sgt. Pepper divenne il Leviatano della musica pop.
di Massimiano Bucchi

Il primo giugno del 1967 fa la sua comparsa nei negozi di dischi “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, ottavo album dei Beatles. Probabilmente l’album più celebre dei Fab Four, forse non necessariamente il migliore da un punto di vista strettamente musicale (la critica è divisa), sicuramente il più ricordato, memorabile e mitizzato. Un disco che segna uno spartiacque nella cultura e nell’industria pop, cambiando radicalmente le risposte che fino a quel momento si davano a tre (apparentemente) semplici eppur fondamentali domande.
Prima domanda: “che cos’è una registrazione discografica?”.
Agli albori dell’industria discografica, la risposta era semplice: la registrazione di una performance musicale che la rendeva fruibile (su disco o via radio) anche a chi non era stato presente all’esecuzione. Così era ancora fino a metà degli anni Sessanta, anche se alcuni produttori avevano già cominciato a imprimere il proprio segno distintivo su alcune registrazioni pop (il celebre “wall of sound” di Phil Spector). Influenzati anche da opere come “Pet Sounds” dei Beach Boys (1966), George Martin e i Beatles rispondono alla domanda dimostrando che anche lo studio di registrazione si può ‘suonare come uno strumento musicale’ e che si può creare su disco, anche in ambito pop, una musica che nessuno, neppure loro, avrebbe mai potuto eseguire dal vivo.
“Sgt. Pepper’s” richiese 129 giorni di lavoro in studio tra il novembre 1966 e l’aprile 1967 nello Studio Two di Abbey Road; il tecnico del suono Geoff Emerick stima che all’album furono dedicate complessivamente 700 ore di lavoro in studio, per una spesa totale di 25.000 sterline, una cifra inaudita per l’epoca. Ben 55 ore furono impiegate solo per registrare il singolo (non incluso nell’album) Strawberry Fields Forever. Solo quattro anni prima, i Beatles avevano registrato gran parte del loro album d’esordio “Please please me” in tredici ore, spendendo venti volte di meno. […]


backwardswordS
Multi-dimensionalità Pepperiane e i Quattro
di Luca Majer

Il gruppo di musicisti che non poteva né leggere né scrivere musica, e che è noto come i Beatles, conquistò gli Stati Uniti d’America il 7 febbraio 1964. Di conseguenza, poiché l’America è il cuore e l’anima della musica pop, i Beatles divennero i leader del pop mondiale.
Brian Epstein, inizio del libro “A Cellarful Of Noise” - 1965

Quando confrontiamo un sistema propagandistico, il nostro primo compito è decodificarlo. (...) Ogniqualvolta sentiamo parlare di ‘libertà’ dovremmo chiederci ‘libertà per chi? a che costo?’
George Monbiot, “The Problem With Freedom”, The Guardian - 2017

In Gran Bretagna “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” venne messo in vendita un giovedì. E dato che calcolavano le classifiche il sabato, finì solo al 2° posto. Il giovedì seguente aveva però venduto 250.000 copie. Fu un battesimo di massa che sintonizzò i gusti del mondo intero come mai prima. Kennen Tynan lo chiamò “un momento decisivo nella storia della civilizzazione Occidentale.” E in “Flowers in the Dustbin” James Miller raccontò l’esperienza di sentire la stessa musica attraversando l’Occidente dalla California alla Grecia. Come capitò pure a Langdon Winner, viaggiando coast-to-coast sulla Interstate 80. Oggi, il 50° anniversario rovescerà una tempesta di servizi televisivi, specials e offerte ‘esclusive’, incluso un ricco cofanetto in uscita il 26 maggio, confermando “Pepper’s” come inossidabile fabbrica-soldi: in UK è “LP più venduto di tutti i tempi” (al mondo è tra i primi cinque), con 207 settimane al top. Anche se io preferisco (come il patrono dei blowuppisti Saint Christian Zingales – BU#194/195) il “Doppio Bianco”, “Pepper’s” resta un caso diverso, musica rarefatta, da fine musicofilo. E soprattutto è un trascendente regalo di giochi di specchi e riverberi abbacinanti dello zeitgeist dell’epoca. Il più grande prodotto meta-musicale della storia del rock. […]


…segue per 20 pagine nel numero 229 di Blow Up, in edicola a giugno 2017 al costo di 6 euro

• Se non lo trovate in edicola potete ordinarlo direttamente dal nostro sito (BU#229) al costo di 10 euro - spese postali incluse - e vi verrà spedito immediatamente via posta prioritaria. Se lo richiedete dopo il mese di riferimento dell’uscita vi verrà spedito, come ogni altro arretrato, con il primo invio mensile di abbonamenti e arretrati.

• Il modo migliore, più rapido, sicuro ed economico per avere Blow Up è l’abbonamento: risparmiate minimo 16 euro sul prezzo di copertina e avete la certezza di non perdere neanche uno dei numeri pubblicati garantendovi tutti gli eventuali allegati e i numeri speciali; in caso di eccessivo ritardo o smarrimento postale ve lo spediremo di nuovo.

Ogni mese Blow Up propone monografie, interviste, articoli, indagini e riflessioni su dischi, libri, film, musicisti, autori letterari e cinematografici scritti dalle migliori penne della critica italiana.

Tag: The Beatles: Sgt. Pepper's 50
© 2017 Blow Up magazine all right reserved
TUTTLE Edizioni - P.iva 01637420512 - iscrizione rea n. 127533 del 14 Gennaio 2000