SECOLO


SECOLO
Storia della musica registrata attraverso i 2.500 dischi più belli, importanti e seminali
4 Volumi, 1560 pagine complessive.
Si sfoglia come un manuale, si consulta come una guida, si legge come una storia.

Finalmente è arrivato l’aggiornamento, revisione e ampliamento di “Rock e altre contaminazioni”, il vecchio libro dei 600 dischi più importanti della storia del rock che pubblicammo nel 2003!... “Secolo” è un work in progress durato quasi 20 anni, un enorme, minuzioso, chirurgico lavoro di ricognizione nell’universo delle musiche registrate alla ricerca dei dischi che ne hanno segnato la storia e cambiato il volto. La guida più (in)credibile alla storia della musica registrata che possiate immaginare: i 2.500 dischi più belli, importanti e seminali raccontati e recensiti in un percorso cronologico che va dal 1887 a oggi, con l’indicazione dei 500 capisaldi. “Secolo” si sfoglia come un manuale, si consulta come una guida, si legge come una storia.

• Rock & Waves 1 [I Libri di Harry Extra #1 • 400 pagine]
• Rock & Waves 2 [I Libri di Harry Extra #2 • 400 pagine]
Blues • Country • Folk • Rock’n’roll • Beat • Psichedelia • Glam • Hard • Progressive • Punk • New Wave • Post-Punk • Hardcore • Metal • Noise • Grunge • Post-Rock • Math… [2 volumi, 1.500 dischi]

• Altrisuoni [I Libri di Harry Extra #3 • 280 pagine]
Jazz • Improvvisazione • Classica contemporanea • Etno-world • Ambient • Avanguardia • Sperimentale… [1 volume, 500 dischi]

• Ritmi [I Libri di Harry Extra #4 • 280 pagine]
Funk • Disco • Reggae • Dub • Synth Pop • Hip Hop • Techno • House • IDM • EBM • Electronica • Drum’n’bass • Dubstep… [1 volume, 500 dischi]

Quattro volumi indivisibili: 1.360 pagine complessive • 57,00 euro
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Introduzione: (oltre) un secolo di musica
di Stefano I. Bianchi

“Secolo” nasce come revisione, aggiornamento e ampliamento di “Rock e altre contaminazioni”, il libro del 2003 in cui inserimmo i “600 album fondamentali per comprendere l’evoluzione e la storia del rock e delle molte contaminazioni dalle quali ha attinto e a cui ha dato vita”. Oggi raccogliamo quel testimone – a parte un paio di sostituzioni, i vecchi 600 dischi sono ancora qui, seppure divisi per sezioni e disseminati in quattro volumi – allargandone però lo spettro e l’ambizione: non solo gli album più importanti della storia ma anche la Storia stessa, che nello scorrere delle pagine vediamo svolgersi insieme alla parata dei dischi più belli e memorabili, anno per anno, genere per genere e tendenza per tendenza fino alla progressiva dissoluzione del supporto discografico materiale verificatasi con l’avvento di Internet e delle piattaforme di ascolto: la prima registrazione che abbiamo censito data 1891, l’ultima 2026, anche se il grosso della produzione sta in un secolo circa, dagli anni ’20 del Novecento agli anni ’10 dei Duemila. Il titolo che abbiamo scelto nasce infatti dalla constatazione che dopo un secolo di vita l’epoca della musica registrata e della sua riproducibilità tecnica, per dirla con Walter Benjamin, è arrivata alla conclusione e che l’universo musicale in cui ci troviamo immersi oggi non risponde più alle caratteristiche economiche, culturali e artistiche che ne dettavano il perimetro e i termini produttivi fino ai primi anni del (nuovo) secolo.
Inutile dire che la musica oggi non muore, esattamente come non nacque a fine ‘800 con la registrazione su supporto. Se ne va una maniera di creare e ascoltare musica, esattamente come a inizio ‘900 l’epoca della musica scritta su spartito e ascoltata in luoghi appositamente deputati si chiuse per fare spazio alla musica registrata. Perché è ovvio ed evidente che anche oggi si produce musica, ma la sua realizzazione non risponde più a nessuna delle coordinate artistiche, industriali e commerciali che essa seguiva quando era destinata alla stampa e alla vendita su supporto. Una differenza, questa, che mette radicalmente in discussione ciò che a noi, ascoltatori, appassionati e critici, preme maggiormente: la sua qualità estetica e la sua pregnanza sociale. Un esempio perfetto per comprendere lo scarto che la musica registrata ha vissuto col passaggio del secolo è la compilation “Enjoy The Experience”, che trovate tra i 1.500 dischi Rock & Waves: le stampe domestiche e artigianali che un tempo osservavamo col sorriso sulle labbra in quanto semplici novelty curiose e bizzarre oggi sono la norma perché l’avvento di Internet e delle piattaforme di ascolto ha azzerato i filtri critici e commerciali e con essi anche la distanza artistica, estetica ed etica tra autore e ascoltatore, tra mainstream e underground, tra mercato e scambio (la “condivisione”) e tra vendita e pubblicità, mettendo tutti i protagonisti della filiera sullo stesso piano di produzione, diffusione e fruizione. Un cambiamento epocale di cui ci rendiamo conto con qualche difficoltà, dato che lo stiamo vivendo proprio dall’interno.
È da queste riflessioni che nasce “Secolo”, un ambizioso tentativo di stabilire un punto fermo e di dare senso a un’epoca di straordinaria creatività che volge irrimediabilmente al termine ma che non possiamo né vogliamo dimenticare o sottovalutare. La solita lista dei “migliori album della storia” non poteva bastare: esistono altri libri di questo tipo che però, oltre a essere sempre limitati al pop-rock, raccontano dischi che conosciamo a menadito e che quindi non sarebbe stato di alcun interesse e utilità ripetere. Abbiamo pertanto allargato i confini fino ad arrivare a 2.500 dischi, un numero che può sembrare alto ma che se consideriamo la quantità di generi coperti (country, blues, jazz, contemporanea, etno-world, punk, noise, metal, house, techno, dub, hip hop, le decine e decine di declinazioni del rock, della new wave e dell’elettronica, ecc.) e la volontà di testimoniare un’intera epoca finisce per risultare persino basso. Un’opera di ricognizione complessiva così vasta e articolata non è mai stata pubblicata né in Italia né altrove: un work in progress che si è protratto per quasi 20 anni, da quando il vecchio “Rock e altre contaminazioni” esaurì le sue possibilità fino a oggi. Un continuo, minuzioso, chirurgico lavoro di controllo, revisione e riascolto alla ricerca dei dischi che hanno realmente mosso, scosso e cambiato il volto della musica registrata
Il nostro intento infatti non è solo e semplicemente stabilire quelli che riteniamo i capolavori, che naturalmente sono molti meno di 2.500 (abbiamo comunque scelto e appositamente segnalato i 500 che consideriamo tali: li incontrerete nello svolgersi delle pagine), bensì tracciare la storia della musica registrata attraverso il percorso che essa ha compiuto dalle origini alla fine dell’800 fino a oggi che la sua esistenza è arrivata agli sgoccioli. Con le pagine che scorrono una dietro l’altra è quindi la storia stessa del rock, degli altrisuoni e delle musiche ritmiche a scorrere davanti agli occhi in un’inarrestabile progressione che nel corso del tempo ha significato mutazione di forme, contaminazione di generi, innovazione tecnologica, invenzione di stili e continui rimescolamenti di tendenze. Un dialogo ininterrotto tra l’underground, in cui si agitavano la creatività e le intemperanze artistiche (giovanili e non), e il mainstream, che le inglobava, ripuliva e diffondeva al grande pubblico: questo è stata la musica registrata, uno dei prodotti più sintomatici e memorabili dell’epoca delle comunicazioni di massa. La quale epoca, sempre per via del rivoluzionario avvento di Internet, si è vista radicalmente stravolta in ogni aspetto della vita sociale, culturale e politica ed è ormai definitivamente superata, almeno nella maniera in cui l’abbiamo conosciuta e vissuta per oltre un secolo: dalle comunicazioni di massa siamo passati alle interazioni di massa, con l’erosione e l’appiattimento di tutti quei filtri che un tempo identificavamo come sale della democrazia e la prospettiva di una mutazione che possiamo già considerare antropologica: l’arte nel suo complesso ne uscirà, ne sta già uscendo, completamente ridisegnata e ridefinita. […]

IMPORTANTE! A scanso di possibili equivoci: abbiamo escluso dalle nostre scelte tutti i musicisti italiani a eccezione dei compositori di classica contemporanea, inseriti negli Altrisuoni. Una decisione non facile ma necessaria perché la presenza del cantato in italiano introduce nella valutazione di un disco un nuovo livello di comunicazione artistica che contribuisce, con la sua semplice presenza, ad ampliare (e completare) quello che la musica, da sola, non definisce interamente. È pur vero che in larga parte del jazz e in molte espressioni avant e pop/rock non ci sono parti parlate/cantate, ma per ovvi motivi non potevamo dividere tra dischi cantati e strumentali (non ultimo il semplice fatto che molti artisti di questi ambiti hanno pubblicato dischi dell’uno e dell’altro tipo) senza aumentare a dismisura la confusione. Di conseguenza abbiamo mantenuto in “Secolo” solo la classica contemporanea composta da italiani (negli Altrisuoni), rimandando tutto il resto (rock & waves, pop, jazz, cantautorale, sperimentazioni e avanguardie assortite) a una prossima pubblicazione a cui abbiamo già iniziato a lavorare.
Per completare il discorso va aggiunto che, pur seguendo lo stesso criterio appena esposto, nel vecchio libro dei 600 dischi facemmo un’eccezione inserendo l’album “Maledetti” degli Area, una sorta di cammeo per quella che ritenevamo la band la più importante e rappresentativa della produzione italiana avant-rock. Stavolta abbiamo escluso anche gli Area ma c’è comunque una presenza che potrebbe apparire non del tutto congrua, quella delle colonne sonore di Ennio Morricone negli Altrisuoni. La loro struttura compositiva ci ha spinto infatti a considerarle nel novero della classica contemporanea pur non essendo di natura accademica: prendete anche questo come un cammeo.

Gli autori
Andrea Amadasi
Carlo Babando
Vittore Baroni
Riccardo Bertoncelli
Paolo Bertoni
Stefano I. Bianchi
Maurizio Bianchini
Massimiliano Busti
Roberto Calabrò
Dionisio Capuano
Antonio Ciarletta
Luca Collepiccolo
Nazim Comunale
Girolamo Dal Maso
Gino Dal Soler
Jacopo De Blasio
Panfilo D’Ercole
Fabio Donalisio
Luca Galli
Guido Gambacorta
Ruben Gavilli
Aldo Gianolio
Marco Giappichini
Ferruccio Guglia
Federico Guglielmi
Stefano Lecchini
Pierluigi Lucadei
Luca Majer
Filippo Mazzarella
Roberto Municchi
Diego Palazzo
Salvo Pinzone
Piercarlo Poggio
Fabio Polvani
Beppe Recchia
Marco Ricompensa
Daniele Rosa
Emanuele Sacchi
Federico Savini
Marco Sideri
Giancarlo Turra
Giovanni Vacca
Mauro Zanda
Christian Zingales
Fabio Zucchella



Prezzo: 57 €

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Sintetica:Blow Up presenta SECOLO: i 2.500 dischi più belli, importanti e seminali di sempre

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