20 ESSENTIALS: Ambient 1975-1985
20 ESSENTIALS: Ambient 1975-1985
di Luca Majer con Giuseppe Aiello, Gino Dal Soler e Christian Zingales
“Perché compongo? Per osservare il tempo che passa.” [Dominique Lawalrée]
Dal ‘75 ad oggi, la “ambient” vanta una storia ‘ufficiale’ lunga mezzo secolo, dal successo continuo e crescente. I dischi di questo “20 Essentials Ambient 1975-1985” intendono coprire la parte “istituzionale,” i narrati inizi del genere. Altri Essentials copriranno gli sviluppi e i sub-genres di questo genere musicale apprezzatissimo, eppure dagli incerti contorni.
I ‘narrati inizi’
Se lo dice Wikipedia… la ambient - come genere musicale - “è stato preminentemente battezzato e popolarizzato dal musicista britannico Brian Eno con il suo album del 1978 ‘Ambient 1: Music for Airports’.” Per altri Eno l’aveva tratteggiata già dal 1975. Ma per noi… anche no: la ambient music, come stile, in realtà, è sempre esistita. Anzi: se dovessi tirare a indovinare, immaginerei che sia stato il primo genere a farsi breccia. La ninna-nanna d’altronde cos’è?
Per dirla tutta, abbiamo fatto una certa fatica a non cadere nella tentazione di includere i tanti prodromi ambient. Addirittura ci siamo immaginati un pre-quel Essential Ambient. Sarebbe stata una bella avventura di per sé: musiche crepuscolari, spazi sonori e mentali e “non musicisti” (come Eno si faceva chiamare, poi ripensandoci.) Tutte idee che le avanguardie dell’inizio ‘900 avevano già considerato: dal Duchamp di “Erratum Musical. La Mariée mise à nu par ses célibataires même” al precursore di trame semplici e teoreta della “tappezzeria sonora” - Eric Satie.
In fondo si trattava di abbassare l’impulso (guerriero) del ritmo e del (troppo) suonare e portare l’ascoltatore in uno stato alterato di coscienza; offrendo una rarefatta massa sonica a un pubblico che magari voleva usarla come tappezzeria sonora. Come fece - nel 1973 - Franco Tamponi (1925-2017) regalandoci in un albo collettivo (“Ittiologia”) quei 2’30” di Submarino, pezzo dai quieti modulanti arpeggi di synt (tra xilofono e arpa) che anticipano di cinque anni quelli poi uditi nella serie Ambient di Eno. Val la pena lodare Tamponi, nato in Francia ma direttore d’orchestra italiano dal sommesso easy-listening screziato da spettacolari salti carpiati armonici (cfr. “Passeggiata nel tempo” - ‘71). […]
…segue per 20 pagine nel numero 335 di Blow Up, aprile 2026
• Se non lo trovate in edicola potete ordinarlo direttamente dal nostro sito (BU#335) al costo di 12 euro (spese postali incluse) e vi verrà spedito immediatamente come ‘piego di libri’ (chi desidera una spedizione rapida ci contatti via email).
• Il modo migliore, più rapido, sicuro ed economico per avere Blow Up è l’abbonamento: non perderete neanche uno dei numeri pubblicati perché in caso di eccessivo ritardo o smarrimento postale vi faremo una seconda spedizione e riceverete a casa i quattro libri della collana trimestrale Director’s Cut il mese stesso della loro uscita per un risparmio complessivo di 60 euro!
Ogni mese Blow Up propone monografie, interviste, articoli, indagini e riflessioni su dischi, libri, film, musicisti, autori letterari e cinematografici scritti dalle migliori penne della critica italiana.
“Perché compongo? Per osservare il tempo che passa.” [Dominique Lawalrée]Dal ‘75 ad oggi, la “ambient” vanta una storia ‘ufficiale’ lunga mezzo secolo, dal successo continuo e crescente. I dischi di questo “20 Essentials Ambient 1975-1985” intendono coprire la parte “istituzionale,” i narrati inizi del genere. Altri Essentials copriranno gli sviluppi e i sub-genres di questo genere musicale apprezzatissimo, eppure dagli incerti contorni.
I ‘narrati inizi’
Se lo dice Wikipedia… la ambient - come genere musicale - “è stato preminentemente battezzato e popolarizzato dal musicista britannico Brian Eno con il suo album del 1978 ‘Ambient 1: Music for Airports’.” Per altri Eno l’aveva tratteggiata già dal 1975. Ma per noi… anche no: la ambient music, come stile, in realtà, è sempre esistita. Anzi: se dovessi tirare a indovinare, immaginerei che sia stato il primo genere a farsi breccia. La ninna-nanna d’altronde cos’è?
Per dirla tutta, abbiamo fatto una certa fatica a non cadere nella tentazione di includere i tanti prodromi ambient. Addirittura ci siamo immaginati un pre-quel Essential Ambient. Sarebbe stata una bella avventura di per sé: musiche crepuscolari, spazi sonori e mentali e “non musicisti” (come Eno si faceva chiamare, poi ripensandoci.) Tutte idee che le avanguardie dell’inizio ‘900 avevano già considerato: dal Duchamp di “Erratum Musical. La Mariée mise à nu par ses célibataires même” al precursore di trame semplici e teoreta della “tappezzeria sonora” - Eric Satie.
In fondo si trattava di abbassare l’impulso (guerriero) del ritmo e del (troppo) suonare e portare l’ascoltatore in uno stato alterato di coscienza; offrendo una rarefatta massa sonica a un pubblico che magari voleva usarla come tappezzeria sonora. Come fece - nel 1973 - Franco Tamponi (1925-2017) regalandoci in un albo collettivo (“Ittiologia”) quei 2’30” di Submarino, pezzo dai quieti modulanti arpeggi di synt (tra xilofono e arpa) che anticipano di cinque anni quelli poi uditi nella serie Ambient di Eno. Val la pena lodare Tamponi, nato in Francia ma direttore d’orchestra italiano dal sommesso easy-listening screziato da spettacolari salti carpiati armonici (cfr. “Passeggiata nel tempo” - ‘71). […]
…segue per 20 pagine nel numero 335 di Blow Up, aprile 2026
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TUTTLE Edizioni - P.iva 01637420512 - iscrizione rea n. 127533 del 14 Gennaio 2000







