20 ESSENTIALS: Trip Hop 1991-1999
20 ESSENTIALS: Trip Hop 1991-1999
di Guido Gambacorta

DICI “TRIP-HOP” e pensi immediatamente a Bristol. Forse soltanto il grunge, più o meno negli stessi anni, ha avuto simili connotazioni geografiche, vale a dire un radicamento territoriale inizialmente forte e circoscritto, tale da identificare un genere con la città d'origine (e così parliamo di “Seattle-sound” e di “Bristol-sound”), e una successiva esposizione mediatica e commerciale senza confini, con diffusione planetaria del fenomeno.
Se l'atto di nascita ufficiale del Bristol-sound può esser fatto coincidere con la pubblicazione del primo album dei Massive Attack nel 1991 - la definizione “trip-hop” arriverà invece nel 1994 ad opera del critico musicale Andy Pemberton, che sul numero di giugno di Mixmag scrisse “It’s insane, scary, trippy, very dope and the most exciting thing to happen to hip hop for years”, riferendosi ad un brano di DJ Shadow su etichetta Mo' Wax - è però agli anni Ottanta che dobbiamo tornare per rintracciare le radici di un suono che così profonde tracce ha lasciato nella popular music britannica e non solo. Il decennio iniziò per Bristol con quella che è passata alla storia come la St Pauls riot, la rivolta del quartiere di St Pauls, il 2 aprile 1980: a seguito di un intervento della polizia all'interno del Black And White Café (pare per sequestrare gli alcolici venduti senza regolare licenza), qualche centinaio di abitanti, per lo più appartenenti alle comunità irlandese e afro-caraibica, insorse contro gli agenti scatenando una violenta guerriglia urbana (130 arresti e 25 feriti il bilancio finale degli scontri, durati per ore). Causata fondamentalmente dall'esasperazione dei cittadini più marginalizzati nei confronti della cosiddetta sus law (da “suspected person”), l'odiata legislazione di pubblica sicurezza inglese che consentiva alle forze dell'ordine ampi poteri discrezionali in materia di arresto (S.U.S. dei Ruts e Sonny's Lettah (Anti-Sus Poem) di Linton Kwesi Johnson sono due brani che denunciano esplicitamente le iniquità nell'applicazione della sus law), la St Pauls riot offre non solo una delle tante vivide fotografie dell'Inghilterra thatcheriana lacerata dalle tensioni sociali e razziali, ma anche lo spaccato di una Bristol multietnica e libertaria dalla quale prende le mosse il nostro racconto. […]

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