Alberto Camerini
Alberto Camerini
di Girolamo Dal Maso

La vicenda musicale di Alberto Camerini è, per certi versi, emblematica del trapasso dagli anni ’70 agli ’80. In lui possiamo ritrovare, come in un caleidoscopio rotolante, molte delle sfaccettature delle vicende italiane. Il suo percorso passa dai centri sociali a Superclassifica Show. Ci soffermeremo, in questo articolo, sui primi 6 dischi di Camerini, due trilogie compatte e coerenti. La prima tutta anni ’70 per la Cramps, la seconda mette in scena gli ’80 per la CBS. Poi le cose cambiano. In questa sede cercheremo di dialogare con i dischi dell’Arlecchino rock, prestando attenzione alle sue scelte linguistiche. Vedremo come il suo mondo rispecchi l’Italia di allora e, sorprendentemente, anche quella di oggi.
Nulla di nuovo sotto il sole.

Le pezze di Arlecchino, pezzi di canzone e società a pezzi
Una descrizione attenta e disillusa, ma anche scanzonata, della società caratterizza in modo evidente i dischi per la Cramps. Il punto di vista è quello dei centri sociali, la “Controcultura” di allora. Nella canzone che apre il primo disco, La ballata dell’invasione degli extraterrestri, il tema è quello fantascientifico della vita aliena e si interroga sul significato del diverso all’interno di una società chiusa: “Approfittarono del lusso della civiltà avanzata, si nutrivano di scarti della società privata… non avevano famiglia o tradizioni antiquate comunicavano tra loro con nuovi segnali”. Orwell e Debord, con la complicità di Foucault, stanno a guardare: “Li chiamavano marziani, animali, fuorilegge, … viaggiatori, visionari, anarchici, trovatori”. Questo elenco, che potrebbe trovarsi in “Sorvegliare e punire” o in “Storia della follia” lo si ritrova nella straordinaria canzone che dà il tiolo a “Comici cosmetici”, quando – proprio al suo centro – inscena una incursione di attivisti in un centro commerciale: “Siamo neo-realisti, obliqui, dadaisti, internazionalisti, ultra pacifisti iperrealisti, psico-maoisti punkisti, idealisti, demo-naturisti ex-strutturalisti, neo-situazionisti skizo-socialisti, ex-minimalisti”. Qui, il riferimento si allarga alle risate che Foucault fa alla lettura dell’elenco bislacco di Borges nell’Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Le singole parole, destrutturate e ricomposte con i ricorrenti prefissi (neo, post, ultra, ex e pure uno strambo skizo) possono richiamare scenari accademici, ma messe insieme formano una comica deriva delirante, oltre che una cantilena che le uniforma tutte (“...isti…isti…isti...”), in clamorosa tensione con le parole che, nella canzone, fanno da cornice: “"Entrata a razzo, si, nuova entrata al 33simo posto il pezzo più forte, new entry anche nei Camerini di Modamania!" […] Aaaaarghhh ... non mi toccare il culo … AIUTO … Stupido… terrorista … basta con la donna oggetto... Ma che scena”. L’iperrealismo dada di Camerini è portato a incandescenza dalla citazione del cognome (un gioco di parole) e dalla voce del DJ (Alex Peroni) che è proprio quella della Superclassifica. Ogni possibile lettura “seria” è poi mandata a farsi friggere dagli esiti dell’incursione punk: nella società moderna dei costumi e dello spettacolo c’è posto per tutti: “Ma che scena divertente, che gente sconvolgente, non ho mai visto una comica così. Siete tutti scritturati, passate in produzione, vi voglio proprio tutti quanti nel mio film, i disc jockey, le commesse, gli autonomi, le modelle, i poliziotti, gli sconvolti, tutto ok!” Sono le parole dell’impresario che assiste, divertito, per caso alla scena e subito sa come trarne un affare, scritturando tutti per un film che sarà sicuramente un successo al botteghino. Berlusconi docet. […]

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