Clipping
Clipping
di Stefano I. Bianchi
NEI PRIMI anni ’10 il vecchio alternative hip-hop dei vari Clouddead, Sage Francis, Sole, El-P, Cannibal Ox, Alias, Buck 65, Sixtoo, Antipop Consortium, Anticon, Mush eccetera eccetera era già un ricordo. I pochi che continuavano a praticare i territori estremi della lingua nera ripassata al tritacarne della sperimentazione bianca – Dälek, Kill The Vultures, qualche deriva Anticon – andavano avanti isolati e senza più collegamenti a una scena che ormai si era dissolta. È in questo desolato contesto però che piano piano iniziavano a ricrescere le erbacce destinate a fare di nuovo grande un non-genere che, mettendosi in combutta con elementi spuri come trap, noise e pop, si sarebbe caratterizzato più come avant che come alternative hip-hop, dato che la disinvoltura con cui le nuove band sapevano fare propri i tanti linguaggi popular era distante dal cocciuto minoritarismo di Clouddead e compagni. Tra i prime movers di questa tendenza – in verità non nuova, anzi più antica che mai – possiamo citare i Death Grips, JPGMafia (attivo coi primi mixtape già a fine anni ‘00) e naturalmente i Clipping, protagonisti di questo articolo perché i più grandi di tutti oltre che tra le più memorabili formazioni avant/underground dell’intero nuovo secolo.
La posse – ma ho qualche riserva a definirla così – esordiva nel 2011 all’insegna di un suono che continuava esattamente nella tradizione dell’hip-hop industrial-noise di cui raccontavamo genesi e protagonisti in un articolo del settembre 2014 (BU#196). Ripartiamo proprio da loro, ultimo nome che trattavamo in quell’occasione, per fare il punto su una discografia che da allora – era appena uscito il primo album su Sub Pop – si è fatta tentacolare, diversificandosi inverosimilmente tra uscite maggiori e altre laterali che spesso non sono affatto minori rispetto a quelle ufficiali dal punto di vista qualitativo. Prima di vederle una per una allineandole cronologicamente vale però la pena riportare una curiosa polemica sotterranea che è importante per la comprensione del contesto in cui ci muoviamo. Eccola. […]
[nell'immagine: i Clipping, foto di Cristopher Cichocki]
…segue per 12 pagine nel numero 332 di Blow Up, gennaio 2026
• Se non lo trovate in edicola potete ordinarlo direttamente dal nostro sito (BU#332) al costo di 12 euro (spese postali incluse) e vi verrà spedito immediatamente come ‘piego di libri’ (chi desidera una spedizione rapida ci contatti via email).
• Il modo migliore, più rapido, sicuro ed economico per avere Blow Up è l’abbonamento: non perderete neanche uno dei numeri pubblicati perché in caso di eccessivo ritardo o smarrimento postale vi faremo una seconda spedizione e riceverete a casa i quattro libri della collana trimestrale Director’s Cut il mese stesso della loro uscita per un risparmio complessivo di 60 euro!
Ogni mese Blow Up propone monografie, interviste, articoli, indagini e riflessioni su dischi, libri, film, musicisti, autori letterari e cinematografici scritti dalle migliori penne della critica italiana.
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[nell'immagine: i Clipping, foto di Cristopher Cichocki]
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TUTTLE Edizioni - P.iva 01637420512 - iscrizione rea n. 127533 del 14 Gennaio 2000







