CONTROCANONE ITALIANO: Giuseppe Berto, Giorgio Bassani, Luciano Bianciardi
CONTROCANONE ITALIANO: Giuseppe Berto, Giorgio Bassani, Luciano Bianciardi
di Maurizio Bianchini

[nella foto: Giuseppe Berto]

UNO STATO d’animo diffuso e una circostanza fortunata sono all’origine di queste riflessioni. Lo stato d’animo ha a che fare col fastidio e l’insoddisfazione che si prova per la narrativa italiana contemporanea, sostanzialmente incapace di raccontare il paese in cui viviamo, forse perché è rimasto davvero ‘poco da dire’ e quel poco basta niente - aver frequentato una scuola di scrittura - per dirlo; o forse perché i più impegnati a capire, e a riferire con la scrittura, provengono in gran parte dal PPPC-cra (Partito del Pensiero Politicamente Corretto-confessione revisionista autoassolutoria), e le loro ‘narrazioni’ partono sempre dagli anni Settanta, regolarmente descritti come una stagione di impegno, ideali ed utopia dissolte troppo presto dall’edonismo del decennio successivo, degenerato troppo in fretta nella volgarità del ventennio berlusconiano. Bisogna tirare il collo alla realtà, come al tacchino per il pranzo di Natale, per starci dentro coi fatti. E gli attentati, il terrorismo, le gambizzazioni, gli scontri quotidiani, le Br – dove le mettete, amici coristi della ‘meglio gioventù’? È troppo comodo trattare gli Anni di Piombo (definizione pesante, ma non del tutto gratuita) più o meno come il meteorite senza il quale i dinosauri (non metaforici) comanderebbero ancora sulla terra e l’homo sapiens dovrebbe arrabattarsi su chissà quale altro pianeta; credere che se non si fosse messo di traverso, quarant’anni fa, un destino cinico e baro avremmo la fortuna di ritrovarci, oggi, invece che nel fottisterio in cui siamo finiti, in un paese sano e progressista, più o meno come, tanto per dire, il Venezuela chavista, in cui la giustizia sociale verrebbe sparsa a piene, e saremmo tutti felici di fare la fila per il pane leggendo, annotando e commentando fra di noi il ventisettesimo tomo di memorie in giambi ed epodi di Nick Utopia Vendola o ascoltando alla radio e in televisione interminabili, plumbei e apocalittici discorsi del Leader Supremo Toni Negri (che al confronto di un Maduro farebbe sempre la sua porca figura). […]

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