Daniele Brusaschetto
Daniele Brusaschetto
di Dionisio Capuano

1.
In principio, prima
Daniele cresce tra Torino e dintorni “infanzia trascorsa serenamente tra la routine cittadina e il fine settimana nelle campagne dell'astigiano, a casa dei nonni paterni; qui ho visto nascere e morire moltitudini di animali da compagnia e "da pasto", ho pestato l'uva coi piedi per tirarne fuori un nettare che imparai ad apprezzare qualche anno più tardi; ho giocato con le zolle di terra trasformate dalla fantasia in navicelle spaziali, le costruzioni, il bob d'inverno, la bicicletta d'estate, nascondino, gli amici belli e quelli stronzi, l'amata solitudine.. con quest'ultima forse mi sono fatto prendere la mano..”


2.
1993-1996 / Il cielo su Torino con nuvole weird
Una carriera, si dice così, più che ventennale. Possiamo farla iniziare, disco-nastrograficamente, nel 1994, con una cassetta a nome WHIP, assieme a Daniele Pagliero: quattro pezzi wave electro noise, che si ascoltano ancora bene. Poi un’altra siglata come MUDCAKE, “Water Resistant Demo”, roba quasi funk wave. È il tempo dell’auto-produzione, della pre-industria di Free Side Factory, etichetta e fanzine, esperienza addensante i sogni e le emozioni d’una gioventù urbana dinamica e utopista in una città che cambiava.
Nel 1996 esce “Senza”, album-nastro collaborativo in cui compaiono Marco Milaneso (DsorDne), Gi Gasparin (Pangolin Orchestra, Piume e Sangue e molto altro), figure mai troppo esplorate dell’ “altra musica” italiana ed il francese M.Nomized, al secolo Michel Mandrage, sperimentatore di lungo corso. Vale la pena di appuntarsi i trenta minuti di Senza Sonno, ascritti a Mandrage, anabasi sonora degna dei Coil più paranoidi. Essendo un lavoro collaborativo a distanza, con scambio di nastri e remissaggi, non si può dire tutta farina del nostro, ma là in mezzo lui ci sta assai bene. Ascoltato oggi “Senza” rimane un lavoro aperto ed attuale: weird music, soundtrack surrealista, una scatola di eventi e possibilità futuribili, punto d’affioramento di creatività laterali che per rivoli diversi scorreranno negli anni a venire nella musica di Brusaschetto. […]

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