HIP HOP INDUSTRIAL-NOISE
HIP HOP INDUSTRIAL-NOISE
di Stefano I. Bianchi

[nell’immagine: i Clipping., foto di Cristopher Cichocki]

IN PRINCIPIO era l’industrial. Molto più e molto prima che un’estremità della musica popular, una scheggia impazzita della musica contemporanea che si concedeva, grezzamente comprensibile, al pubblico giovanile - diciamo pure che fu l’hardcore punk della musica ‘colta’. Il quale industrial, a partire dalla metà dei ’70, nobilitò (e mobilitò) il rumore d’ogni sorta (elettronico, acustico, naturale) introducendone dosi massicce modellate dentro strutture ‘rock’ e wave. In seguito, nei primi ’80, fu l’hip hop, che stravolse le concezioni ritmiche, strutturali e vocali sino ad allora conosciute nella costruzione della canzone popolare, soprattutto nera ma non solo nera. Tra le due specie non vi fu mai un vero matrimonio: troppo diversi gli ascendenti e i programmi, troppo opponibili le filosofie, troppo grandi le distanze concettuali tra gli esoterici meandri dell’industrial e le ambizioni esplicitamente mainstream della nuova musica nera. Eppure nessuna di esse rimase mai immune dall’influenza dell’altra, anzi al contrario iniziarono prestissimo ad annusarsi e a capirsi perché entrambe portavano i semi di rivoluzioni divergenti e parallele e, in quanto tali, finirono per penetrare nel corpo delle musiche popular, tanto separatamente che in coppia, sortendo risultati che ebbero un impatto estetico formidabile, tra i più avanzati dei successivi trent’anni di musica.
In questo articolo indagheremo quanti negli ultimi decenni hanno utilizzato le tecniche dell’hip hop ricomponendole e riarrangiandole dentro modelli industrial-noise, e all’opposto divergente e parallelo quanti hanno usato modalità industrial-noise dentro le strutture di canzoni hip hop. Sono le propaggini estreme di un genere che non è mai esistito se non come coacervo di strali acustici e offese sonore che si sono incrociate e scontrate, una non-scena composta da una serie di cani sciolti che però hanno spesso sovrapposto e mescolato le loro strade tenendole sempre collegate con un fil rouge tanto sottile quanto resistente. […]

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