Italian Occult Psychedelia pt.2
Italian Occult Psychedelia pt.2
di Antonio Ciarletta

[nell’immagine: Mai Mai Mai]

POCO PIÙ di due anni or sono con “Italian occult psychedelia” (Blow Up #164) ci addentravamo nei meandri dell’underground tricolore più oscuro, cercando di fornire la panoramica di una situazione che ci pareva ribollire di creatività. Una situazione che constatammo essere poco addomesticabile dalle effimere liturgie dell’indie rock di maniera che imperversavano e che ancora imperversano in tutta la penisola. Ne venne fuori il ritratto di una scena – anzi, meglio, di una nebulosa – formata da personaggi e da gruppi dalle più svariate provenienze geografiche e dalle più eterogenee inclinazioni sonore, a cui faceva da collante un approccio comune. Tale approccio si concretizzava in una serie di musiche che condividevano, pur in forma diversa, il gusto per una psichedelia cupa, misterica e in alcuni casi sottilmente maligna. Ma, punto di convergenza ancor più caratterizzante era l’aspetto hauntologico. Vale a dire, i gruppi e i musicisti presi in esame dimostravano di aver interiorizzato le suggestioni provenienti da una memoria collettiva quintessenzialmente italiana. Un mondo dove Ernesto De Martino, Ennio Morricone, Pier Paolo Pasolini e il meglio della cinematografia italiana di serie B venivano scaraventati nell’immaginario del presente da una macchina del tempo che andava avanti e indietro senza seguire alcun filo conduttore preciso.
In questi due anni quel medesimo humus culturale ha partorito nuove creature (più o meno) psichedeliche, ed è bene tornare sulla questione perché alcune di esse sono meritevoli di essere raccontate. Tuttavia, l’articolo che state leggendo non vuole essere un “Italian occult psychedelia” atto secondo. E non vuole esserlo perché i gruppi che tratteremo di qui a poco, pur essendo in relazione con quelli della prima ondata (anche se alcuni sono contemporanei o addirittura antecedenti a essa), pur pubblicando in molti casi sulle medesime etichette e pur caratterizzandosi per un suono similmente oscuro, hanno un rapporto più lasco o addirittura inesistente con quella cultura precipuamente italiana che così fortemente ha caratterizzato formazioni come Cannibal Movie, Father Murphy, Mamuthones, Heroin in Tahiti, Spettro Family e compagnia cantando. Poco male, vuol dire che in questa sede metteremo maggiormente l’accento sulla dimensione puramente sonora della faccenda. […]

…segue per 8 pagine nel numero 191 di Blow Up, in edicola ad Aprile 2014 al costo di 6 euro

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