La rinascita dell'indie-pop italiano
La rinascita dell'indie-pop italiano
di Piergiorgio Pardo

[Thegiornalisti, foto di Claudia Zalla]


Il sorprendente esordio della storia
Correva l'anno 2003: i Baustelle con il prezioso “La Moda del Lento” consolidavano il proprio status di band indie-pop di punta del panorama musicale italiano e preparavano il grande salto nel mainstream maturato tra il 2005 e il 2008 con “La Malavita” e “Amen”. Dopo questo exploit, cui si può aggiungere quello più modesto di Dente, sembrava che per l'indie-pop italiano fosse passato l'ultimo treno e che la crisi della discografia, la rinascita prepotente dell'hip hop italiano, l'atrofizzazione di alcuni circuiti di fruizione della musica live, stessero portando l'indie-pop nostrano su un binario morto. Ma poi qualcosa succede. Nel giugno 2010 catalizza le attenzioni del popolo web un giovane cantautore per il momento anonimo, ma che presto si paleserà nei panni del musicista, producer, autore, agitatore culturale, opinion leader, talent scout Niccolò Contessa. Il nostro si inventa una identità virtuale contrassegnata da Polaroid raffiguranti varie razze canine e dal moniker I Cani e carica sul tubo e sul sito SoundCloud l'anthem generazionale I Pariolini di 18 anni. E' subito fenomeno virale e si intuisce già che gli ingredienti di questo esordio sono tutti nuovi, vincenti e fondativi di qualcosa che sarà il nuovo indie-pop. Innanzitutto è dissolta la dicotomia fra band e cantante solista. Alla pubblicazione del primo disco (“Il sorprendente album d'esordio dei Cani”, 2011) è subito evidente come il progetto sia entrambe le cose, ma in un modo diverso dal concetto classico di One Man Band. I Cani sono un progetto basato sulle abilità di un singolo, sull'uso delle nuove tecnologie, su una strategia mediatica legata alle possibilità del web. E' lo stesso Niccolò Contessa a chiarire la novità del concept in una intervista rilasciata il 29 giugno 2011 a L'Unità: “Vediamo ogni giorno troppe band, troppi nomi, troppi servizi fotografici, troppe facce. Credo che il pubblico sia desensibilizzato all'immagine di band e alla rappresentazione classica di band, quindi conviene puntare su altro, ad esempio foto di cagnolini”. Ma trattandosi al contempo di una band e di un progetto solista, entrambi in una prima fase nascosti da un sacchettino di carta sul viso e dagli scatti cinofili, I Cani daranno per un verso vita alla nuova figura del cantautore 2.0, per un altro a una inedita formulazione di band indie-pop, intesa come espressione spontanea e riconoscibile di un immaginario situato e concreto (nel caso di Contessa la Roma neogiovanilista degli anni 10). Un discorso a sé stante è quello che riguarda il fenomeno Motta, che trova qui la sua giusta collocazione per via di due ulteriori denominatori comuni sottesi a tutti gli artisti censiti. […]

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