Mick Farren & Deviants
Mick Farren & Deviants
di Eddy Cilža [con un intervento di Riccardo Bertoncelli]

NON PUOI sapere quando il tuo giorno verrà, se no ti prepareresti e almeno all’ultimo la vita non sarebbe la fregatura che è. Potresti lasciare tutto in ordine, un po’ per facilitare gli adempimenti burocratici a chi resta, un po’ perché sarebbe consolatorio consegnare ai posteri un autoritratto senza errori di stampa. Un’immagine opportunamente aggiustata, così che qualcuno si convinca che non eri il povero stronzo che eri. Non c’è niente come un bell’addio. Un testamento che trasmetta quella saggezza che mai hai saputo dove stesse di casa. Un post di virile congedo sul tuo blog. Ignoravo che Mick Farren ne avesse uno e quando mi ci sono imbattuto mi è scappato da ridere di fronte a un’impagabile “Avvertenza”, quella con cui il più noto dei motori di ricerca fa in genere precedere pagine di sesso o di odio e che avvisa il navigante che “alcuni lettori hanno contattato Google perché ritengono che i contenuti di questo blog siano discutibili”. Ho dichiarato con un clic “di comprendere e di voler continuare” e sono entrato. Credo di averci trascorso un paio di ore. Era aggiornato quotidianamente, Doc 40, e immalinconisce constatare che i post più recenti sono datati 15 luglio. Insomma: negli ultimi dodici giorni di un’esistenza impossibilmente piena e complicata, giunta non si sa come in prossimità dei settant’anni, il titolare non aveva più trovato il tempo – o la voglia, o la forza – di porci mano. In compenso gli ultimi tre interventi ne riassumono l’ethos come a farlo apposta meglio non avrebbe potuto. Incastonata fra una tavola di un fumetto SF e una polemica sul nuovo ordine mondiale, la foto di un roditore in posa tipo cantante al microfono: “Scoiattoli di tutto il mondo unitevi – Non avete da perdere che le vostre nocciole!”. Di nuovo mi è scappato da ridere, ma poi ho visto che il Nostro aveva un profilo Facebook e pure lì ho fatto un giro. Lì mi è venuto da piangere. Non per le immagini di esequie di ambientazione spiazzantemente bucolica per un vecchio guerrigliero metropolitano, ma di fronte all’ultimo aggiornamento di suo pugno, proprio il 27 luglio, quattro parole sopra un poster dell’“Atomic Sunshine One Day Festival”: “TODAY’S THW DAY”. Oggi è il giorno, con tanto di refuso. Ma forse Mick, da incorreggibile prankster quale era, avrebbe apprezzato l’ironia. […]


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