Miles Davis
Miles Davis
di AA.VV.
Cento anni fa, il 16 maggio 1926, nasceva MILES DAVIS.
Miles à Paris (l'Ascenseur di Louis Malle e una celebre liaison)
di Riccardo Bertoncelli
Miles Davis scoprì la Francia nel 1949, quando ventitreenne lasciò gli Stati Uniti per un tour in quella terra, la più ricettiva allora in Europa per l'esotico, misterioso, molto americano jazz. Si era fatto un nome ormai, membro giovanissimo della band di Billy Eckstine, poi con Dizzy Gillespie e presto leader di una Miles Davis All Stars Band capace di imbarcare anche il grande Parker. L'evoluzione successiva era stata un Miles Davis Nonet, a illustrare la sua fantasia e curiosità per nuove forme strumentali, e l'eco di quegli esperimenti aveva varcato l'Oceano.
Il primo Miles francese suona in quintetto alla Salle Pleyel di Parigi, nel corso della Fiera del Jazz, il più grande evento di jazz in Francia in quei giorni insieme al Festival di Nizza. Le due stelle della Fiera quell'anno sono Charlie Parker e Sidney Bechet, a rappresentare due distinte epoche del jazz: il classico jazz caldo e quello più nuovo, freddo, per usare la definizione di Hugues Panassié, uno dei luminari della critica jazz di quegli anni. Panassié aveva fondato nel 1935 una rivista che si chiamava Jazz Hot, “jazz caldo”, e quando il jazz cambiò pelle, nel dopoguerra, volle trovare un nome altrettanto facile per marcare la differenza.
Parker e Bechet sono dunque le star, anzi, le vedettes, come si dice in Francia – ma Davis scalpita subito dietro. Tutti ascoltano con attenzione, lo notano, molti si entusiasmano. Quando gli chiederanno di quel viaggio risponderà: “In Europa, tutto quello che fai piace. Tutto, anche gli errori. È perfino esagerato”. Ma non è solo la musica che luccica in quel primo viaggio francese. È anche altro, e che cos'altro Miles lo spiegherà tanti anni dopo, nell'autobiografia scritta al tramonto della sua vita. […]
…segue per 20 pagine nel numero 336 di Blow Up, maggio 2026
• Se non lo trovate in edicola potete ordinarlo direttamente dal nostro sito (BU#336) al costo di 13 euro (spese postali incluse) e vi verrà spedito immediatamente come ‘piego di libri’ (chi desidera una spedizione rapida ci contatti via email).
• Il modo migliore, più rapido, sicuro ed economico per avere Blow Up è l’abbonamento: non perderete neanche uno dei numeri pubblicati perché in caso di eccessivo ritardo o smarrimento postale vi faremo una seconda spedizione e riceverete a casa i quattro libri della collana trimestrale Director’s Cut il mese stesso della loro uscita per un risparmio complessivo di 60 euro!
Ogni mese Blow Up propone monografie, interviste, articoli, indagini e riflessioni su dischi, libri, film, musicisti, autori letterari e cinematografici scritti dalle migliori penne della critica italiana.
Cento anni fa, il 16 maggio 1926, nasceva MILES DAVIS.Miles à Paris (l'Ascenseur di Louis Malle e una celebre liaison)
di Riccardo Bertoncelli
Miles Davis scoprì la Francia nel 1949, quando ventitreenne lasciò gli Stati Uniti per un tour in quella terra, la più ricettiva allora in Europa per l'esotico, misterioso, molto americano jazz. Si era fatto un nome ormai, membro giovanissimo della band di Billy Eckstine, poi con Dizzy Gillespie e presto leader di una Miles Davis All Stars Band capace di imbarcare anche il grande Parker. L'evoluzione successiva era stata un Miles Davis Nonet, a illustrare la sua fantasia e curiosità per nuove forme strumentali, e l'eco di quegli esperimenti aveva varcato l'Oceano.
Il primo Miles francese suona in quintetto alla Salle Pleyel di Parigi, nel corso della Fiera del Jazz, il più grande evento di jazz in Francia in quei giorni insieme al Festival di Nizza. Le due stelle della Fiera quell'anno sono Charlie Parker e Sidney Bechet, a rappresentare due distinte epoche del jazz: il classico jazz caldo e quello più nuovo, freddo, per usare la definizione di Hugues Panassié, uno dei luminari della critica jazz di quegli anni. Panassié aveva fondato nel 1935 una rivista che si chiamava Jazz Hot, “jazz caldo”, e quando il jazz cambiò pelle, nel dopoguerra, volle trovare un nome altrettanto facile per marcare la differenza.
Parker e Bechet sono dunque le star, anzi, le vedettes, come si dice in Francia – ma Davis scalpita subito dietro. Tutti ascoltano con attenzione, lo notano, molti si entusiasmano. Quando gli chiederanno di quel viaggio risponderà: “In Europa, tutto quello che fai piace. Tutto, anche gli errori. È perfino esagerato”. Ma non è solo la musica che luccica in quel primo viaggio francese. È anche altro, e che cos'altro Miles lo spiegherà tanti anni dopo, nell'autobiografia scritta al tramonto della sua vita. […]
…segue per 20 pagine nel numero 336 di Blow Up, maggio 2026
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TUTTLE Edizioni - P.iva 01637420512 - iscrizione rea n. 127533 del 14 Gennaio 2000







