Nuovo canone della poesia italiana
Nuovo canone della poesia italiana
di Fabio Donalisio

L’osso, l’anima
Piccola guida per riconoscere i tuoi santi, parlando di poesia dal Dopoguerra a ieri.

di Fabio Donalisio


“La poesia è scarsa e incerta ricompensa al silenzio degli dei, al frastuono delle cose.” Così Andrea Zanzotto, in una delle definizioni – e cosa c'è di più improbabile di una definizione, in generale e parlando di poesia in particolare – forse più a fuoco che si possano tentare, di una cosa come la poesia (il titolo invece l'ho rubato a una splendida, per quanto qui inclusa solo di striscio, raccolta di Bartolo Cattafi). Viene in mente, per il solito perfido gioco di assonanze, un brandello di un libro appena letto, che con la poesia flirta senza troppi indugi né consapevolezze: Niente, e quando dico niente intendo dire proprio niente, può stimolare la mia fantasia come questo genere di tentativi totalmente falliti di descrivere qualcosa. Uno scrittore entomologo svedese, si chiama Fredrik Sjöberg, ne parleremo. Ciclicamente ritornano, a volte, spesso, come revenants, come non-morti, i tentativi di definire la poesia, o di stabilirne, come per decreto, lo stato di salute. Specie d'estate, nei momenti in cui il caldo e il nulla rendono torpidi i sensi, più voluttuose le elucubrazioni. Anche lo scorso agosto non ha fatto eccezione, come non sarà sfuggito agli esperti, agli appassionati, ai divoratori di inserti “culturali”. Critici di fama che si spendono ora per decretarne la definitiva morte, ora per lamentarne la decadenza, ora per sottolinearne invece la straordinaria vitalità, magari proprio in quanto attinente alle evidenze più evidenti della “modernità”, quelle “sociali”, frastornanti. A questo proposito mi si conceda un'ultima divagazione, citando un recente Ceronetti a proposito della speranza: Guai a rapinare, con bugiarde morgane, giovani e vecchi delle loro bene attaccate disperazioni! Valgono soltanto le speranze cieche di Prometeo, quelle più prive di fondamento nella materia e nel tempo. E poi, verità luminosa, ancora, sempre, vale la sentenza di Eraclito in un frammento di Stobeo: “è bene che quel che gli uomini si augurano non avvenga”. […]

…segue per 8 pagine nel numero 209 di Blow Up, in edicola a Ottobre 2015 al costo di 6 euro

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