PAOLO ANGELI
PAOLO ANGELI
Michele Coralli

Chitarra sarda preparata, un’invenzione che sintetizza bene certo spirito creativo italico, quello capace di recuperare antiche tradizioni per riorganizzare il futuro possibile e trovare il modo per rientrare dalla finestra delle migliori avanguardie degli ultimi trent’anni (rock e non solo). La suona PAOLO ANGELI, uno cresciuto tra l’arcipelago della Maddalena, la via Emilia e tanto Rock in Opposition.

[foto di Nanni Angeli]

ALLA FINE degli anni ’80 pochi si aspettano un nuovo rigurgito studentesco dopo un lunghissimo decennio di edonismo reaganiano. Contro le politiche che vogliono la scuola come apparato di selezione e competizione si oppone la Pantera e all’università di Bologna, in particolare al DAMS sembra di essere tornati di colpo agli anni ’70: assemblee, collettivi, auto-organizzazione, grande fermento culturale giovanile, riscoperta delle avanguardie e delle tradizioni (anche di lotta), sperimentazione e improvvisazione musicale, radicalismo.
L’idea che più di ogni altra in quel momento viene rilanciata è quella della rivendicazione a un’eterodossia condivisa, una cosa che ognuno si determina a portare avanti per immaginare l’alternativa all’omologazione politico-televisiva – ma il Biscione è ormai arrivato!
In quel momento anche Paolo Angeli – come il sottoscritto – è una matricola del DAMS. Non è raro quindi incontrarsi tra una lezione di etnomusicologia e una di armonia.
Un giorno nella biblioteca del Dipartimento apre la grande custodia della sua chitarra (un prototipo ancora in fase di messa a punto) e fa una piccola dissertazione sull’oggetto. Ne sarebbero seguite altre centinaia nel corso della sua carriera e mai avremmo pensato un giorno di intervistarlo per farci raccontare la sua storia. Ogni volta che Paolo suona dal vivo infatti si ritrova attorno decine di persone che vogliono capire da dove sono usciti tutti quei suoni poco identificabili. Dietro quella chitarra c’è un mondo che parte da Bologna e dalla Pantera; ci racconta Angeli: [...]


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