Postmodernismo: il gioco della letteratura
Postmodernismo: il gioco della letteratura
Matteo Moca
«1. Volete conoscere la storia dei tre arzilli piselli? Se sì, passate al n. 4. Se no, passate al n. 2.
2. Preferite quella delle tre pertiche smilze? Se sì, passate al n. 16. Se no, passate al n. 3.
3. Preferite quella dei tre mediocri arbusti? Se sì, passate al n. 17. Se no, passate al n. 21».
Inizia così un racconto di Raymond Queneau, funambolico alfiere del gruppo di letteratura potenziale francese (l'OuLiPo), dal titolo Un racconto a modo vostro che ben esemplifica il procedimento letterario scelto da Queneau che non solo predispone un'articolata e divertente macchina combinatoria ma, più di ogni altra cosa, chiama il lettore a partecipare al movimento del testo, a giocare con la storia. Pubblicato nel 1967 e ispirato al ragionamento meccanico dei computer, Un racconto a modo vostro (che oggi si legge nella raccolta di giochi e letteratura Segni, cifre, lettere e altri saggi) si sviluppa attraverso un diagramma che replica il funzionamento della scrittura dei programmi per computer o, per rimanere a un universo più semplice e conosciuto, al funzionamento del libro-game, quelle storie in cui il lettore è invitato a prendere delle decisioni e, quindi, a costruire da solo la sua storia, scegliendo qualcosa e lasciando altro. Ma non si deve pensare a questi racconti come a semplici divertimenti (per quanto giochi seriosissimi in cui si saggia le possibilità del racconto) perché alcuni scrittori sono riusciti a fondere nel gioco un significato ulteriore, come nel caso del recente libro di Carlo Mazza Galanti Cosa pensavi di fare?, un libro game che ripercorre il difficile passaggio dal liceo all'università e tutte le possibilità che si spalancano e su cui molti hanno riflettuto (scegliere una facoltà in cui si diventa più facilmente impiegabili o seguire i propri desideri? Accettare di allontanarsi da casa e dagli affetti per trovare una posizione stabile o scendere a patti con il proprio destino?) per illustrare lo stato di incertezza di chi oggi si trova ad avere tra i trenta e i quarant’anni (chi «ha avuto la sventura di essere giovane negli ultimi vent’anni» sottolinea mazza Galanti) e si trova in una condizione di precariato ben difficile da superare e metabolizzare. Ciò che accomuna narrazioni così diverse come quelle di Queneau e di Mazza Galanti è appunto il ruolo attivo del lettore che non si trova passivamente a subire la trama, ma ne diventa agente e, per certi versi, completa o dà una forma a quello che lo scrittore ha immaginato e che, a quel punto, gli sfugge completamente dalle mani. […]
…segue per 6 pagine nel numero 338/339 di Blow Up, luglio/agosto 2026
• Se non lo trovate in edicola potete ordinarlo direttamente dal nostro sito (BU#338/339) al costo di 13 euro (spese postali incluse) e vi verrà spedito immediatamente come ‘piego di libri’ (chi desidera una spedizione rapida ci contatti via email).
• Il modo migliore, più rapido, sicuro ed economico per avere Blow Up è l’abbonamento: non perderete neanche uno dei numeri pubblicati perché in caso di eccessivo ritardo o smarrimento postale vi faremo una seconda spedizione e riceverete a casa i quattro libri della collana trimestrale Director’s Cut il mese stesso della loro uscita per un risparmio complessivo di 60 euro!
Ogni mese Blow Up propone monografie, interviste, articoli, indagini e riflessioni su dischi, libri, film, musicisti, autori letterari e cinematografici scritti dalle migliori penne della critica italiana.
«1. Volete conoscere la storia dei tre arzilli piselli? Se sì, passate al n. 4. Se no, passate al n. 2. 2. Preferite quella delle tre pertiche smilze? Se sì, passate al n. 16. Se no, passate al n. 3.
3. Preferite quella dei tre mediocri arbusti? Se sì, passate al n. 17. Se no, passate al n. 21».
Inizia così un racconto di Raymond Queneau, funambolico alfiere del gruppo di letteratura potenziale francese (l'OuLiPo), dal titolo Un racconto a modo vostro che ben esemplifica il procedimento letterario scelto da Queneau che non solo predispone un'articolata e divertente macchina combinatoria ma, più di ogni altra cosa, chiama il lettore a partecipare al movimento del testo, a giocare con la storia. Pubblicato nel 1967 e ispirato al ragionamento meccanico dei computer, Un racconto a modo vostro (che oggi si legge nella raccolta di giochi e letteratura Segni, cifre, lettere e altri saggi) si sviluppa attraverso un diagramma che replica il funzionamento della scrittura dei programmi per computer o, per rimanere a un universo più semplice e conosciuto, al funzionamento del libro-game, quelle storie in cui il lettore è invitato a prendere delle decisioni e, quindi, a costruire da solo la sua storia, scegliendo qualcosa e lasciando altro. Ma non si deve pensare a questi racconti come a semplici divertimenti (per quanto giochi seriosissimi in cui si saggia le possibilità del racconto) perché alcuni scrittori sono riusciti a fondere nel gioco un significato ulteriore, come nel caso del recente libro di Carlo Mazza Galanti Cosa pensavi di fare?, un libro game che ripercorre il difficile passaggio dal liceo all'università e tutte le possibilità che si spalancano e su cui molti hanno riflettuto (scegliere una facoltà in cui si diventa più facilmente impiegabili o seguire i propri desideri? Accettare di allontanarsi da casa e dagli affetti per trovare una posizione stabile o scendere a patti con il proprio destino?) per illustrare lo stato di incertezza di chi oggi si trova ad avere tra i trenta e i quarant’anni (chi «ha avuto la sventura di essere giovane negli ultimi vent’anni» sottolinea mazza Galanti) e si trova in una condizione di precariato ben difficile da superare e metabolizzare. Ciò che accomuna narrazioni così diverse come quelle di Queneau e di Mazza Galanti è appunto il ruolo attivo del lettore che non si trova passivamente a subire la trama, ma ne diventa agente e, per certi versi, completa o dà una forma a quello che lo scrittore ha immaginato e che, a quel punto, gli sfugge completamente dalle mani. […]
…segue per 6 pagine nel numero 338/339 di Blow Up, luglio/agosto 2026
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TUTTLE Edizioni - P.iva 01637420512 - iscrizione rea n. 127533 del 14 Gennaio 2000







