RPM - Kevin Ayers
RPM - Kevin Ayers
di Gigi Marinoni

IL 1974 È UN ANNO importante per Kevin Ayers, dopo Bananamour del 1973 si chiude la storia con la Harvest, che lo ha in catalogo dal 1969 con Joy of a Toy e i successivi Shooting at the moon e Whatevershebringswesing. Firma con la Island di Chris Blackwell che fa uscire a maggio The Confessions of Dr. Dream and other Stories, seguito a giugno dal sopravvalutato “instant record” June 1, 1974 con Nico, John Cale e Brian Eno, prova decisamente deludente nella metà dal vivo, per quanto osannata vista la congrega dei celebranti, si vede che l’etichetta doveva recuperare al più presto i soldi investiti per il nuovo contratto. Ma non è finita, poiché a novembre Virgin manda nei negozi di dischi (allora ce n’erano!) nella serie special price Caroline Linguistic Leprosy della pittrice e poetessa Lady June (June Campbell Cramer), in cui Ayers affianca la vecchia amica maiorchina (nel senso che come lui viveva in quell’isola) in uno stralunato pastiche di lunare inconsistenza cui collaborano Pip Pyle e ancora una volta Eno.
Per tornare all’oggetto delle nostre righe, si potrebbe parlarne come di una delle tante svolte che hanno accompagnato la vita del biondo cantastorie (menestrello? chansonnier? lazy hippie? crooner? bon vivant?) che, quando si è trattato di scegliere se salire o meno sul treno del successo è sempre riuscito a svincolarsi amabilmente per tornare all’osteria a farsi un bicchiere (fosse solo quello!) e rimandare tutto al prossimo passaggio, sempre più lontano, sempre più irraggiungibile… ci proverà comunque già nel 1975 con Sweet Deceiver: tra i solchi c’è addirittura Elton John e lo svogliato Kevin occhieggia dalla cover con aria da marinaretto malizioso che ancora una volta non mantiene le promesse (“inganna con dolcezza” mette in guardia il titolo), e ancora oggi i dandy decadenti se lo possono appuntare al bavero quale medaglia di non appartenenza a questo mondo crudele di show e business. […]

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