RPM - Miles Davis: The Cellar Door Sessions 1970
RPM - Miles Davis: The Cellar Door Sessions 1970
di Luca Majer

“Se questa musica non ti strappa via le calze dai piedi quando l’ascolti, vuol dire che sei scalzo.”
(Keith Jarrett, ricordando “Cellar Door Sessions”)

“Sei libera – di far la fame.”
(George Jackson – lettera a sua madre)

“Si distinguono due principali tipi di malattia: quelle che risultano dall’introduzione di un oggetto patogeno e quelle che risultano dalla “perdita dell’anima”. Il trattamento differisce essenzialmente, da un’ipotesi all’altra: nel primo caso si tratta di espellere l’agente del male, nel secondo di trovare e reintegrare l’anima fuggitiva del malato. In quest’ultimo caso lo sciamano s’impone senza nemmeno gareggiare, giacché solo lui può vedere e catturare le anime.”
(Mircea Eliade, “Le Chamanisme”)

Riassunto:
Quando: mercoledì 16 / sabato 19 dicembre 1970
Dove: Cellar Door club, Georgetown - East Washington D.C., USA.
Chi: Miles Davis Sextet
Produzione: quattro serate dal vivo, 12 set in totale
Ospite (solo sabato, II e III set): John McLaughlin
CD: 6, in cofanetto per 350‘ 4” di musica

Tempi duri quelli attorno ai concerti del Cellar Door club.

(Directions, 0:00 – 3:30, venerdi, III set)
16 marzo 1970: la fanteria americana assassina 507 persone, nel sud Vietnam. A terra, tra risaie e capanne, molti bambini. Come in un assedio ottomano del XV secolo, alcune donne - prima di essere uccise – vengono violentate e mutilate. Il principale responsabile della strage – rimasta nota col nome di MyLai – viene rilasciato senza condanna. I Vietcong scrissero: “26 famiglie cancellate totalmente – nessun sopravvissuto (…) La nostra gente ha solo un modo: ucciderli - così che non ci morsichino più“. Insomma “fuoco contro fuoco” diventò - per loro - l’unica risposta giusta: « Puntate alle teste americane e sparate! » suggerirono. Ed eseguirono.
Due mesi dopo (4 maggio) pure degli americani in uniforme seguirono il consiglio Vietcong, prendendo di mira loro connazionali bianchi scesi in piazza a protestare per l’illegale invasione della Cambogia. Fu in Ohio - dove la Guardia Nazionale decise di provare a sparare ad altezza di studente: 67 spari in 13 secondi, alla Kent State University. Fu così che Allison, Jeffrey, Sandra e pure William (che stava andando in aula e non protestava affatto) li si raccolse da terra ancora caldi. 80 anni in tutto. Morti. Erano i tempi in cui Henry Kissinger diceva “L’illegale lo facciamo subito, per l’anti-costituzionale abbiamo bisogno di un po’ più di tempo” (risate). [...]

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