RPM: Van Morrison "Veedon Fleece"
RPM: Van Morrison "Veedon Fleece"
di Ruben Gavilli

Lo scorso ottobre ho accompagnato un amico che vive a Copenaghen a un convegno a Siena, e dopo averlo scaricato nel parcheggio della stazione, ho trovato in macchina la mia copia di “Veedon Fleece” e ho ascoltato il disco tornando verso la campagna, al tramonto, con banchi di nebbia in lontananza e l’umidità che saliva dai fossi e dai boschi. Guidare da soli per più di un’ora è un’esperienza di per sé insignificante, ma l’ascolto di “Veedon Fleece”, in quel pomeriggio di metà ottobre, ha amplificato una serie di sensazioni. Io non so se Van abbia provato le stesse cose mentre viaggiava per la campagna irlandese, più di cinquant’anni fa, ed è improbabile, ma mi piace pensare che tra quell’ottobre del 1973 e il mio ottobre ci sia qualcosa in comune.
Van atterrò a Dublino il 20 ottobre 1973 in compagnia del manager Stephen Pillster e la compagna di allora, Carol Guida. Dopo il divorzio da Janet Rigsbee e i tentativi falliti di successo seguiti a “Moondance”, Van era una star minore del rock cantautorale, caduto in una crisi artistica e personale che il viaggio doveva esorcizzare. Il trio soggiornò inizialmente al Sutton House Hotel, una villa convertita in albergo nella baia di Dublino, dove venne realizzato lo scatto della copertina di “Veedon Fleece”, con Van seduto sul prato coi due levrieri irlandesi. Era la prima volta che tornava in Irlanda dal 1967, quando se n’era andato negli U.S.A.: da allora, anche sull’isola le cose erano cambiate drasticamente. In Ulster, i Troubles si erano intensificati a partire dal 1969, generando violenze e conflitti che erano culminate con la Bloody Sunday del 30 gennaio 1972. Non è perciò ai luoghi della sua infanzia che era dedicato il viaggio, anche se in una prima brevissima puntata, il trio visitò Belfast, la strada della sua infanzia, Hyndford Street, Cyprus Avenue e il liceo Orangefield High School. […]

…segue per 6 pagine nel numero 337 di Blow Up, giugno 2026

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