Sick Thoughts
Sick Thoughts
di Ruben Gavilli
“Better to reign in Hell, than serve in Heav’n.” [John Milton, Paradise lost, libro I]
“If you don’t know Sick Thoughts, you don’t know punk.” [Goner Records]
SI PUÒ ancora dire che rock è la musica del diavolo? La risposta non è così scontata. Un secolo ci separa dall’incontro tra Robert Johnson e il Diavolo a quell’incrocio di Dockery, e sono lontani i tempi delle simpatie sataniche dei Rolling Stones, dell’hard-rock esoterico, del “satanic panic”, dei norvegesi che appiccavano il fuoco alle chiese. Se ci si guarda intorno, il vecchio Satana non fa più così effetto, e l’inferno e il diavolo sono diventati elementi marginali nell’immaginario rock. Certo, c’è sempre il metal, ma imboccando quella strada c’è il rischio di prendere certe suggestioni un po’ troppo seriamente. No, no, rimaniamo sul rock: quella musica antagonista, trasgressiva, giovanile, che ha perso via via la sua insolenza, la scorrettezza e la sua cialtronaggine. Questo perché oltre allo spirito ribelle e diavolesco nel rock sono confluite molte sensibilità e sarebbe ingiusto dire che è solo trasgressione, d’accordo. Tuttavia, è abbastanza paradossale che oggi le personalità del rock siano chiamate a vestire i panni dei role model, come dimostrano alcuni con il loro impegno sociale e politico rivendicato e sbandierato con costanza, oppure come dimostrano le proteste contro alcuni che puntualmente disattendono le aspettative di un pubblico sempre più bacchettone e forcaiolo. Insomma, non c’è proprio speranza per quello spirito un po’ volgare, grezzo un tanto al chilo, ma in fondo fantasioso e bambinesco che associava musica rock e Diavolo? Esiste ancora un pubblico rock che alla parola “trasgressione” associa Bon Scott o Ozzy Osbourne, e non Foucault e Deleuze? La musica di Drew Owen e dei suoi Sick Thoughts ci permette di ben sperare. […]
…segue per 4 pagine nel numero 332 di Blow Up, gennaio 2026
• Se non lo trovate in edicola potete ordinarlo direttamente dal nostro sito (BU#332) al costo di 12 euro (spese postali incluse) e vi verrà spedito immediatamente come ‘piego di libri’ (chi desidera una spedizione rapida ci contatti via email).
• Il modo migliore, più rapido, sicuro ed economico per avere Blow Up è l’abbonamento: non perderete neanche uno dei numeri pubblicati perché in caso di eccessivo ritardo o smarrimento postale vi faremo una seconda spedizione e riceverete a casa i quattro libri della collana trimestrale Director’s Cut il mese stesso della loro uscita per un risparmio complessivo di 60 euro!
Ogni mese Blow Up propone monografie, interviste, articoli, indagini e riflessioni su dischi, libri, film, musicisti, autori letterari e cinematografici scritti dalle migliori penne della critica italiana.
“Better to reign in Hell, than serve in Heav’n.” [John Milton, Paradise lost, libro I]“If you don’t know Sick Thoughts, you don’t know punk.” [Goner Records]
SI PUÒ ancora dire che rock è la musica del diavolo? La risposta non è così scontata. Un secolo ci separa dall’incontro tra Robert Johnson e il Diavolo a quell’incrocio di Dockery, e sono lontani i tempi delle simpatie sataniche dei Rolling Stones, dell’hard-rock esoterico, del “satanic panic”, dei norvegesi che appiccavano il fuoco alle chiese. Se ci si guarda intorno, il vecchio Satana non fa più così effetto, e l’inferno e il diavolo sono diventati elementi marginali nell’immaginario rock. Certo, c’è sempre il metal, ma imboccando quella strada c’è il rischio di prendere certe suggestioni un po’ troppo seriamente. No, no, rimaniamo sul rock: quella musica antagonista, trasgressiva, giovanile, che ha perso via via la sua insolenza, la scorrettezza e la sua cialtronaggine. Questo perché oltre allo spirito ribelle e diavolesco nel rock sono confluite molte sensibilità e sarebbe ingiusto dire che è solo trasgressione, d’accordo. Tuttavia, è abbastanza paradossale che oggi le personalità del rock siano chiamate a vestire i panni dei role model, come dimostrano alcuni con il loro impegno sociale e politico rivendicato e sbandierato con costanza, oppure come dimostrano le proteste contro alcuni che puntualmente disattendono le aspettative di un pubblico sempre più bacchettone e forcaiolo. Insomma, non c’è proprio speranza per quello spirito un po’ volgare, grezzo un tanto al chilo, ma in fondo fantasioso e bambinesco che associava musica rock e Diavolo? Esiste ancora un pubblico rock che alla parola “trasgressione” associa Bon Scott o Ozzy Osbourne, e non Foucault e Deleuze? La musica di Drew Owen e dei suoi Sick Thoughts ci permette di ben sperare. […]
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TUTTLE Edizioni - P.iva 01637420512 - iscrizione rea n. 127533 del 14 Gennaio 2000







