Speciale Argentina Noir
Speciale Argentina Noir
di Matteo Di Giulio e Roberto Curti

SE C’È UNA scia positiva, nel fiorire di mode culturali, è che spesso dietro di loro si aprono nuove opportunità. È successo lo scorso anno, quand’è caduta la ricorrenza, in un’unica soluzione, del trentennale della morte e del centenario della nascita dello scrittore Julio Cortázar (1914-1984). Le case editrici italiane, spalleggiate da quotidiani, intellettuali e blog letterari, hanno celebrato in pompa magna, riscoprendo uno dei più vividi talenti argentini. Ne hanno approfittato, trasversalmente, molti altri autori, alcuni molto famosi, come Jorge Luis Borges, altri caduti nel frattempo nel dimenticatoio, come Roberto Arlt o Adolfo Bioy Casares. Ne ha beneficiato, in generale, l’intera Argentina narrativa, tornata alla ribalta dopo che, negli ultimi anni, erano stati la morte precoce di Roberto Bolaño, cileno, quella dolorosa di Gabriel García Marquez, colombiano, e il Nobel a Mario Vargas Llosa, peruviano, insieme ai bestseller di Luis Sepúlveda, cileno, a tenere alta la bandiera sudamericana, portando però l’attenzione lontano da Buenos Aires.
L’Argentina è un paese di cui è facile innamorarsi, un unicum nel già complesso panorama continentale. Un mistero politico, vista la fragilità delle sue istituzioni e il fascino, anche nefasto, di alcuni personaggi, come i coniugi Perón o il dittatore Jorge Rafael Videla, e ancor oggi un buco nero socio-economico, che vive in un limbo tra il suo passato controverso e un futuro che sembra sempre troppo lontano. Un pozzo di contraddizioni. Per questo motivo preferisco affrontare questo viaggio per parole e immagini con un vagabondare un po’ anarchico, a balzi e scorciatoie, senza seguire una logica pura o cronologica, ma muovendomi per sensazioni.
Nel 2014 cadeva un altro importante anniversario, quello della morte nel 1974 dell’ex presidente Juan Domingo Perón. Da lì sarebbe cominciata l’ennesima storia nera dell’Argentina. L’ennesimo risvolto pieno di marciume da nascondere. La cosa buffa è che uno scrittore, proprio uno di quelli riscoperti grazie a Cortázar, aveva intuito tutto con grande anticipo. […]

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