Venezia nella letteratura
Venezia nella letteratura
di Matteo Moca

Ci sono scrittori che non potrebbero aver pensato le loro opere se non dentro il panorama in cui hanno vissuto e in cui si è modellato il loro pensiero, il loro sguardo e la loro esistenza. È difficile per esempio pensare all'opera di Flannery O'Connor senza il sud degli Stati Uniti in cui è cresciuta e con il quale ha dovuto fare i conti, alle storie di Beppe Fenoglio senza la geografia piemontese che le anima oppure, ma la lista potrebbe essere ovviamente molto più lunga, alle storie di Joseph Roth senza tutto il disfacimento dell'impero asburgico vissuto nei suoi pellegrinaggi per l'Europa Orientale. C'è però da sottolineare un elemento ulteriore che, per certi versi, complica un po' la questione perché se è indubbio che questi spazi abitati e vissuti dagli scrittori per tutta la loro esistenza funzionino come un vero e proprio generatore di un immaginario ben preciso, è anche vero che possono essere anche degli spazi e dei luoghi vissuti fugacemente a offrire l'ispirazione. In uno dei loro libri più accessibili, Che cos'è la filosofia, la coppia di pensatori Gilles Deleuze e Felix Guattari riassume proprio questo aspetto della geografia e del rapporto tra l'uomo e lo spazio che ha intorno spiegando come «la geografia non si limita a fornire una materia e dei luoghi variabili alla forma storica; non è soltanto fisica e umana, ma anche mentale, come il paesaggio», e «strappa la storia al culto della necessità per far valere l'irriducibilità della contingenza», «la strappa al culto delle origini per affermare la potenza di un ambiente». In questo senso allora gli spazi assumono un valore decisivo nella percezione del reale e di quello che si muove attorno a chi osserva, un aspetto che si rivela particolarmente importante negli scrittori, coloro che scrivono la realtà e, di conseguenza, si trovano ad abitarla attraverso un filtro eccezionale. Tra i molti luoghi in cui questo accade, ce n'è forse uno che assume un valore straordinario, una città capace di ammaliare scrittori di ogni tempo, scelta come meta per viaggi e soggiorni, ma anche come luogo in cui far riposare le proprie spoglie, la città di Venezia. Innumerevoli sono stati gli scrittori e gli artisti che hanno scelto di visitare Venezia e che si sono fatti ispirare dal loro soggiorno, da Stendhal a Wagner, da Hemingway a Jean Giono, ed è quindi impossibile fornire qui un elenco esaustivo o tentare solo di tratteggiare le innumerevoli rotte che hanno fatto della città veneta il fulcro di un nuovo modo di osservare e descrivere la realtà. […]

…segue per 4 pagine nel numero 342 di Blow Up, novembre 2026

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