"Whispers In Eden"
"Whispers In Eden"
di Gino Dal Soler

[nell'immagine: Ana Roxanne]

Difficile immaginare che il lockdown abbia portato anche dei buoni frutti; è un fatto, però, che nel 2020 si è creata più musica che nell’anno precedente, dato che le sale da concerto di ogni genere sono rimaste mute e i festival musicali annullati ovunque; i musicisti e le musiciste naturalmente non si sono fermati, anzi, con più tempo per scrivere e comporre hanno moltiplicato le uscite in ogni formato, cassette, download, vinili, cd e anche qualche live casalingo. Boomkat ad esempio ha iniziato a produrre una interessante e spesso pregevole serie di cassette opportunamente titolate “Documenting Sound”, realizzate dai più svariati artisti durante il lockdown. Per il cinema, tolte le serie televisive sulle solite piattaforme, si è visto ben poco, giusto qualche festival orgogliosamente e generosamente messo a disposizione on line, persino gratuitamente come il Biografilm di Bologna o per pochi spiccioli come il Festival dei Popoli di Firenze. È proprio in quest’ultimo che abbiamo avuto l’opportunità di vedere lo splendido documentario “Sisters With Transistors”, diretto da Lisa Rovner sulle pioniere della musica elettronica Clara Rockmore, Daphne Oram, Delia Derbyshire, Bebe Barron, Pauline Oliveros, Eliane Radigue, Maryanne Amacher, Suzanne Ciani e Laurie Spiegel…
La voce narrante della veterana Laurie Anderson introducendole ci racconta che “Questa è una storia di donne che sentivano la musica nella loro testa, una storia di suoni radicali dove prima c’era silenzio, una storia di sogni diventati realtà grazie alla tecnologia. La tecnologia ha un eccezionale potere liberatorio, ha fatto saltare in aria le strutture di potere e le donne sono state naturalmente attratte dalla musica elettronica…” È un entusiasmo ostinato ad animare quelle musiciste in tempi non facili, dovendo necessariamente sgomitare per farsi largo in un mondo di compositori maschi spesso diffidenti quando non indisposti. “L’unione dei musicisti non permetteva che la nostra musica venisse chiamata musica elettronica”, racconta Bebe Barron a proposito della celeberrima soundtrack “Forbidden Planet” realizzata con Louis Barron , bensì “tonalità elettroniche”.

…segue per 6 pagine nel numero 276 di Blow Up, in edicola a maggio 2021

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