20 ESSENTIALS: Garage-Punk 1990-1999
20 ESSENTIALS: Garage-Punk 1990-1999
di Fabio Polvani con Roberto Calabṛ e Federico Savini

“Mangiare, bere e dire idiozie: non è la strada giusta per il paradiso” (dal film “Animal House”)
“We are No-Talents, we have no talent and we don’t care” (No-Talents)
“Il rock’n’roll è la più brutale, sgradevole, disperata, viziosa forma di espressione che abbia mai avuto la disgrazia di ascoltare” (Frank Sinatra)

TRE LUSTRI circa dopo l’avvento, negli anni ’90 di punk si continuava ripetutamente a parlare. A sproposito o meno, con l’esplosione del grunge e dell’indie rock. Il successo commerciale di Green Day e Offspring aveva comunque portato la musica punk nel mainstream, mentre sotto la spinta dei revivalistici Rancid, erano state coniate nuove formule vincenti (in direzione ska-punk). Le melodiche scorribande di band come Bad Religion e NOFX avevano inoltre ispirato miriadi di giovani skateanti virgulti, i cui gusti musicali avevano permesso a etichette come la Epitaph e la Fat Wreck di assumere dimensioni quasi da major, e all’itinerante carrozzone del Warped Tour di divenire promotore adeguatamente sponsorizzato di abbigliamento e lifestyle.
D’altro canto, a guardare nell’underground, l’hardcore da un pezzo non sembrava più una cosa propriamente punk: da un lato era diventato terreno di conquista per skinhead e straight-edger animati da severe iniezioni di metal, muscoli e mosse da full-contact; dall’altro aveva preso una strada sempre più politicamente corretta, caratterizzata da espressioni e sentimenti sempre più introversi, a cui si accompagnava un significativo cambiamento d’indirizzo musicale. In questa situazione esistevano comunque personaggi e band che continuavano a sentire ancora forte un legame ‘originario’ con il punk e quindi non si riconoscevano nel tipo di musica (e nel contesto a esso associato) che andava per la maggiore. In un certo senso avvertivano come il punk avesse perso la sua dimensione più divertente, sguaiata, rovinosamente ingenua, decadente e fallimentare. Insomma, in qualche modo, in vari modi, andava recuperata e rigenerata la sua autenticità. […]

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