Bawrut
Bawrut
di Christian Zingales

Era il 2004 quando ci imbattemmo nel caleidoscopico funkissimo freschissimo CD omonimo degli Scuola Furano, allora un esordiente duo goriziano composto da Borut Viola e Marco Busolini. Avevano come riferimento un immaginario tra i Daft Punk e i Neptunes ma di fatto si muovevano in un mondo tutto loro. Il percorso di SF fu presto ricco di cambiamenti, con Borut che diventa unico titolare della macchina, fino all’album “108” del 2012. Dopo un periodo di stasi, il trasferimento a Madrid e il ritorno sull’inglese Ramson Note come Bawrut nel 2016, con una serie di EP estrosi e freestyle che mostrano una maturità espressiva e tecnica e conquistano i DJ più autorevoli, a partire dall’ultimo Weatherall. Oggi il punto su questo ultimo, fecondo lustro con l’album “In The Middle”.

Riavvolgiamo il nastro, l’ultima volta che abbiamo parlato su Blow Up eri ancora in Italia e producevi come Scuola Furano, ora vivi a Madrid e fai musica come Bawrut. Cosa ti ha spinto a trasferirti in Spagna?
Sono venuto qui nel 2014 seguendo la mia ragazza che dopo 4 anni in Italia tornava a Madrid per un nuovo lavoro. Vendere il tabacchino di famiglia in 2 mesi, impresa tentata inutilmente a lungo, è stato così facile ed immediato che spesso il racconto stesso dell’impresa assume un’aura paranormale. 
E in Spagna hai avuto una metamorfosi musicale. È rimasto l’approccio divertente ma il tuo sound è diventato sempre più ibrido e fuori dagli schemi…
Qui è stato un bel bagno di umiltà, nessuno mi conosceva. Madrid da sempre ha tenuto la barra dritta su house e techno e da questo humus sono ripartito. Le basi le avevo ma ero rilassato e pigro, qua invece sono andato a riprendermi senza filtri tutto quello che mi piaceva e mi muoveva. In più diventando resident in un club con warm-up da 3 ore e mezza, dai 90 ai 130 BPM, da break inglesi rotti a ranze trance, mi sono fatto le ossa.  […]

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