Daryl Hall & John Oates
Daryl Hall & John Oates
di Eddy Cilža

23 MAGGIO 1985. Il palco dell’Apollo Theater di Harlem - lo stesso calcato nell’ottobre 1962 da James Brown per registrare il live che, diventando l’anno dopo il secondo LP più venduto negli Stati Uniti, spalancò definitivamente le porte del mercato del pop agli artisti afroamericani – è assai affollato. Lo occupano una band di undici elementi – un chitarrista, due tastieristi, un bassista, un batterista, un percussionista e cinque fiatisti – e due coppie di cantanti, una bianca (entrambi i componenti impugnano anche una chitarra, contribuendo a un sound gioiosamente travolgente) e una nera. I bianchi sono Daryl Hall e John Oates e fra il 1977 e il 1984 hanno piazzato sei singoli al primo posto delle classifiche USA e altri quattordici nei Top 40; per quanto riguarda gli album, hanno collezionato (sempre solo in patria) nove dischi di platino e quattro d’oro. A metà gennaio sono stati le star di copertina di “Rolling Stone”. I neri sono David Ruffin e Eddie Kendrick. Benché non di molto più anziani degli anfitrioni la loro era aurea è distantissima. Fra gli innumerevoli nomi transitati per le fila dei Temptations sono stati due dei più importanti, ma il primo ha lasciato il gruppo nel 1968, all’alba del periodo psichedelico, quello artisticamente più rilevante, e il secondo nel ’71. Sia l’uno che l’altro si sono giocati la carta della carriera solistica, ma con esiti via via sempre più deludenti sotto ogni profilo (Kendrick in particolare), tant’è che nell’82 sono tornati a casetta per il tempo di pochi mesi e un album, pallido riflesso di remoti splendori. A costoro Hall e Oates riservano, con un medley di classici dei Temptations che mette in fila Get Ready, Ain’t Too Proud To Beg, The Way You Do The Things Yo Do e My Girl, l’inizio di uno spettacolo che quattro mesi dopo sarà anche un disco dal vivo. In mezzo c’è stato il “Live Aid” e pure lì i protagonisti di questo articolo si sono portati dietro gli antichi idoli, nel tentativo generoso di rilanciarli. Incredibile a dirsi: ritenendo che siano Hall e Oates a sfruttare la loro fama, e non viceversa, Ruffin e Kendrick se ne sono a quel punto già andati e sbattendo la porta. Quegli morirà il 1° giugno 1991 per una overdose di crack, cinquantenne. Questi lo seguirà il 5 ottobre ’92 soccombendo cinquantaduenne a un tumore ai polmoni. […]

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