Global Communication
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di Christian Zingales

Yin
I ’90 del post house e post techno sono stati epoca di stratificazioni stilistiche e sottogeneri, già dal finire degli ’80 quei due linguaggi nati rispettivamente a Chicago e Detroit germinando variopinte varianti, e quindi l’house con la sua seconda genesi New Jersey/newyorchese in garage, la techno tra quel compattarsi metallico all over the world e atmosferiche e scientifiche declinazioni idm, il rigoglioso filone della nuova ambient, in UK la cultura dei rave da cui inizia a discendere il filone jungle. Ogni cosa ben marcata e distinta nella sua sfumatura e nella sua struttura, e almeno apparentemente destinata a platee e ricezioni precise, spesso differenti. Per fortuna poi si capirà che non erano pochi quelli che tenevano uno sguardo d’insieme su tutto, ma la tendenza era che chi seguiva i Masters At Work non ascoltava Underground Resistance se non c’era Yolanda di mezzo. Si dirà di come prima, nell’old-skool ottantottino, fosse tutto più felicemente mischiato, senza barriere, ed è vero, ma quello della prima metà dei ’90 è stato un periodo di necessarie codificazioni, la fase in cui si è completata la scrittura del libro di riferimento che ancora non smettiamo di consultare e si è forgiata la tavolozza di colori ai quali ancora attingiamo. E anche quella ottusa separazione di utenze aumentava in realtà stimoli nella diversificazione della partecipazione, nella differenza degli approcci umani e quindi la varietà antropologica che presiedeva la scena e il propagarsi dei linguaggi, rendendo la cosa stuzzicante intellettualmente e sensualmente cosmopolita per chi come fruitore scavalcava steccati respirando l’una cultura e l’altra e poi ancora quell’altra. Come produttori Tom Middleton e Mark Pritchard diventeranno nel giro di pochi anni dai loro esordi un faro di questo approccio onnivoro e l’occasione di questo “Transmissions”, box in 7 vinili o 3 CD che esce, patrocinato da Warp tramite bleep.com, sulla loro Evolution (label di cui su bleep sono già disponibili in digitale alcune delle storiche prime uscite), è di ripensare alla precisione con cui seppero manovrare forme e contenuti - come bambini che valorizzano al massimo i giocattoli trovati e la loro funzione - dimostrando che non sono le prime a qualificare o condizionare i secondi. […]

…segue per 4 pagine nel numero 268 di Blow Up, in edicola a settembre 2020

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